Veduta di un edificio lesionato dopo una scossa di terremotoUn terremoto è il movimento improvviso del suolo provocato dalla rottura delle rocce in profondità. L’energia che si libera viaggia in tutte le direzioni sotto forma di onde: quando arrivano in superficie, il terreno si muove, e con esso tutto quello che ci sta sopra.

Non è il terremoto a fare i danni: sono gli edifici. Una scossa in aperta campagna non fa male a nessuno; la stessa scossa sotto un paese fa crollare i muri, cadere i cornicioni e ribaltare le librerie. È per questo che quasi tutto quello che possiamo fare riguarda le case in cui viviamo e i gesti che facciamo nei primi secondi.

Le Marche sono una zona sismica, e non è una notizia: il 1997 in Umbria e nelle Marche, il 2016 fra Amatrice, Visso e Norcia. Qui il terremoto non è un’ipotesi da manuale, è una cosa che le famiglie ricordano.

Il terremoto non si annuncia

Per la pioggia, il vento e la neve esiste un bollettino di allerta: la Regione dice in anticipo che cosa aspettarsi e con quale colore. Per il terremoto non esiste niente di simile, e non perché manchi qualcosa: la scienza oggi non è in grado di prevedere quando, dove e con quale forza avverrà una scossa.

Nessuno vi avviserà mezz’ora prima. Questo cambia tutto: quello che conta è ciò che avete fatto prima, quando non stava succedendo niente, e quello che sapete fare nei primi dieci secondi.

Cosa fare in caso di terremoto

I consigli che seguono sono quelli della campagna Io non rischio del Dipartimento della Protezione Civile, riscritti con parole nostre.

Prima: preparare la casa e sé stessi

La prevenzione più efficace riguarda l’edificio: se avete dubbi sulla vostra casa, fatela valutare da un tecnico. Rinforzare le murature portanti o migliorare il collegamento fra pareti e solai è un intervento serio, ma è quello che salva le vite.

Poi ci sono le cose che potete fare in un pomeriggio, e che riducono davvero i danni:

  • Allontanate i mobili pesanti da letti e divani: sono i posti dove si sta fermi più a lungo.
  • Fissate alla parete librerie, scaffali e mobili alti. Una libreria che cade fa più male della scossa.
  • Appendete quadri e specchi con ganci chiusi, di quelli che non si sfilano.
  • Mettete gli oggetti pesanti sui ripiani bassi e fissate quelli in alto.
  • In cucina, un fermo sugli sportelli dei pensili dove tenete piatti e bicchieri evita una pioggia di vetri.
  • Imparate dove sono e come si chiudono il rubinetto del gas, quello dell’acqua e l’interruttore generale della luce. Al buio e di fretta non è il momento di cercarli.
  • Individuate i punti sicuri di casa vostra: i vani delle porte nei muri portanti, gli angoli fra due muri portanti, i tavoli robusti.
  • Tenete pronto un kit di emergenza: copia dei documenti, cassetta di pronto soccorso, torcia elettrica, radio a pile, medicinali salvavita, un paio di scarpe chiuse.

E soprattutto: sapete dove andare? Il Piano comunale di protezione civile indica le aree di attesa, cioè i luoghi dove ritrovarsi dopo una scossa. Guardatelo una volta, adesso, con calma.

Piano di Protezione Civile di Macerata Dove sono le aree di attesa del tuo quartiere

Durante: i dieci secondi che contano

Se sei in un luogo chiuso

  • Non precipitarti fuori. Le scale e l’uscita sono i punti più pericolosi mentre la scossa è in corso, e i cornicioni cadono proprio davanti ai portoni. Aspetta che finisca.
  • Riparati sotto un tavolo robusto o accanto a un letto, e proteggiti la testa con le braccia.
  • In alternativa mettiti nel vano di una porta in un muro portante, vicino a una parete portante o sotto una trave.
  • Stai lontano dal centro della stanza: è lì che cade quello che si stacca dal soffitto e dalle pareti.
  • Occhio a finestre, vetrate, specchi e mobili alti.

Se sei all’aperto

  • Allontanati da edifici, alberi, lampioni e linee elettriche. Cerca uno spazio aperto.
  • Attenzione a quello che il terremoto può provocare: crolli, frane, fughe di gas.

Se sei in auto

  • Accosta e fermati, lontano da ponti, cavalcavia, gallerie ed edifici, e resta in macchina finché la scossa non è finita.
Dopo: uscire nel modo giusto
  • Guarda come stanno le persone intorno a te e presta i primi soccorsi se sei in grado di farlo.
  • Prima di uscire, chiudi gas, acqua e luce e mettiti le scarpe: fuori e per le scale ci saranno vetri e calcinacci.
  • Non usare l’ascensore e fai attenzione alle scale, che possono essere lesionate anche se sembrano intere.
  • Una volta fuori, stai lontano dagli edifici: le scosse successive fanno cadere quello che la prima ha solo indebolito.
  • Usa il telefono il meno possibile. Le linee servono ai soccorsi, e nei primi minuti sono intasate.
  • Lascia l’auto ferma se puoi: le strade servono ai mezzi di soccorso.
  • Raggiungi l’area di attesa prevista dal Piano comunale. È il posto dove ti verranno a cercare.

Le scosse degli ultimi giorni

Sulla pagina Allerta meteo Marche pubblichiamo l’elenco aggiornato dei terremoti registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia entro 200 chilometri da qui. Serve a farsi un’idea di quanto spesso la terra si muova sotto di noi: quasi sempre senza che ce ne accorgiamo.

IT-alert, il sistema di allarme nazionale

Per le emergenze più gravi il Dipartimento della Protezione Civile può mandare un messaggio a tutti i telefoni che si trovano nella zona colpita. Non serve nessuna applicazione e non serve iscriversi: arriva da solo, anche col telefono silenzioso.

Il terremoto, però, non è fra i rischi coperti, e non lo sarà: non esiste alcun sistema che annunci una scossa prima che avvenga. Quello che si può fare è essere preparati adesso.

Che cos’è IT-alert e quando arriva davvero


Cosa fare in caso di emergenza meteo

Cosa fare in caso di grave calamità

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