La frana è un movimento di una massa di roccia, terra o detrito lungo un versante dovuto alla forza di gravità.
Gli smottamenti sono frane di dimensioni ridotte spesso innescati da terreni imbevuti d’acqua.

Le cause che possono scaturire una frana sono complesse e spesso combinate tra loro.
Oltre alla quantità d’acqua, oppure di neve, anche il disboscamento e gli incendi sono causa di frane. I territori alpini ed appenninici del Paese, ma anche quelli costieri, sono generalmente esposti a rischio di movimenti franosi, a causa della natura delle rocce e della pendenza, che possono dare al versante una certa instabilità.

Criticità idrogeologica

In base alla fenomenologia attesa, la criticità relativa a Frane e Smottamenti è classificata come “Criticità idrogeologica”.

Il livello di allerta è classificato in base ai quattro colori.

ALLERTA VERDE

Nessuna allerta — criticità assenza di fenomeni significativi prevedibili

Scenario di evento

Assenza di fenomeni significativi prevedibili, anche se non è possibile escludere a livello locale:

  • (in caso di rovesci e temporali) fulminazioni localizzate, grandinate e isolate raffiche di vento, allagamenti localizzati dovuti a difficoltà dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche e piccoli smottamenti;
  • caduta massi.

Effetti e danni

Eventuali danni puntuali.

Dalla tabella delle allerte e delle criticità meteo-idrogeologiche e idrauliche del Dipartimento della Protezione Civile.


ALLERTA GIALLA

Allerta gialla — criticità ordinaria

Criticità idrogeologica

Si possono verificare fenomeni localizzati di:

  • erosione, frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango in bacini di dimensioni limitate;
  • ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale;
  • innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, occlusioni delle luci dei ponti, ecc);
  • scorrimento superficiale delle acque nelle strade e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque piovane con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse.

Caduta massi.

Anche in assenza di precipitazioni, si possono verificare occasionali fenomeni franosi anche rapidi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, per effetto della saturazione dei suoli.

Criticità idraulica

Si possono verificare fenomeni localizzati di:

  • incremento dei livelli dei corsi d’acqua maggiori, generalmente contenuti all’interno dell’alveo.

Anche in assenza di precipitazioni, il transito dei deflussi nei corsi d’acqua maggiori può determinare criticità.

Effetti e danni

Occasionale pericolo per la sicurezza delle persone con possibile perdita di vite umane per cause incidentali. Effetti localizzati:

  • allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici;
  • danni a infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali interessati da frane, colate rapide o dallo scorrimento superficiale delle acque;
  • temporanee interruzioni della rete stradale e/o ferroviaria in prossimità di impluvi, canali, zone depresse (sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali, ecc.) e a valle di porzioni di versante interessate da fenomeni franosi;
  • limitati danni alle opere idrauliche e di difesa delle sponde, alle attività agricole, ai cantieri, agli insediamenti civili e industriali in alveo.

Ulteriori effetti in caso di fenomeni temporaleschi:

  • danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di materiali a causa di forti raffiche di vento;
  • rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione di servizi (in particolare telefonia, elettricità);
  • danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate;
  • innesco di incendi e lesioni da fulminazione.

Dalla tabella delle allerte e delle criticità meteo-idrogeologiche e idrauliche del Dipartimento della Protezione Civile.


ALLERTA ARANCIONE

Allerta arancione — criticità moderata

Criticità idrogeologica

Si possono verificare fenomeni diffusi di:

  • instabilità di versante, localmente anche profonda, in contesti geologici particolarmente critici;
  • frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango;
  • significativi ruscellamenti superficiali, anche con trasporto di materiale, possibili voragini per fenomeni di erosione;
  • innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con inondazione delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, occlusioni delle luci dei ponti, etc.).

Caduta massi in più punti del territorio.

Anche in assenza di precipitazioni, si possono verificare significativi fenomeni franosi anche rapidi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, per effetto della saturazione dei suoli.

Criticità idrogeologica per temporali

Lo scenario è caratterizzato da elevata incertezza previsionale.

Si può verificare quanto previsto per lo scenario idrogeologico, ma con fenomeni caratterizzati da una maggiore intensità puntuale e rapidità di evoluzione, in conseguenza di temporali forti, diffusi e persistenti. Sono possibili effetti dovuti a possibili fulminazioni, grandinate, forti raffiche di vento.

Criticità idraulica

Si possono verificare fenomeni diffusi di:

  • significativi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua maggiori con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe e delle zone golenali, interessamento degli argini;
  • fenomeni di erosione delle sponde, trasporto solido e divagazione dell’alveo;
  • occlusioni, parziali o totali, delle luci dei ponti dei corsi d’acqua maggiori.

Anche in assenza di precipitazioni, il transito dei deflussi nei corsi d’acqua maggiori può determinare criticità.

Effetti e danni

Pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane. Effetti diffusi:

  • allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici;
  • danni e allagamenti a singoli edifici o centri abitati, infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali interessati da frane o da colate rapide;
  • interruzioni della rete stradale e/o ferroviaria in prossimità di impluvi e a valle di frane e colate di detriti o in zone depresse in prossimità del reticolo idrografico;
  • danni alle opere di contenimento, regimazione e attraversamento dei corsi d’acqua;
  • danni a infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali situati in aree inondabili.

Ulteriori effetti in caso di fenomeni temporaleschi:

  • danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di materiali a causa di forti raffiche di vento;
  • rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione di servizi;
  • danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate;
  • innesco di incendi e lesioni da fulminazione.

Dalla tabella delle allerte e delle criticità meteo-idrogeologiche e idrauliche del Dipartimento della Protezione Civile.


ALLERTA ROSSA

 

Allerta rossa — criticità elevata

Criticità idrogeologica

Si possono verificare fenomeni numerosi e/o estesi di:

  • instabilità di versante, anche profonda, anche di grandi dimensioni;
  • frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango;
  • ingenti ruscellamenti superficiali con diffusi fenomeni di trasporto di materiale, possibili voragini per fenomeni di erosione;
  • rilevanti innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, con estesi fenomeni di inondazione;
  • occlusioni parziali o totali delle luci dei ponti dei corsi d’acqua minori.

Caduta massi in più punti del territorio.

Criticità idraulica

Si possono verificare numerosi e/o estesi fenomeni, quali:

  • piene fluviali dei corsi d’acqua maggiori con estesi fenomeni di inondazione anche di aree distanti dal fiume, diffusi fenomeni di erosione delle sponde, trasporto solido e divagazione dell’alveo;
  • fenomeni di tracimazione, sifonamento o rottura degli argini, sormonto dei ponti e altre opere di attraversamento, nonché salti di meandro;
  • occlusioni, parziali o totali, delle luci dei ponti dei corsi d’acqua maggiori.

Anche in assenza di precipitazioni, il transito dei deflussi nei corsi d’acqua maggiori può determinare criticità.

Effetti e danni

Grave pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane. Effetti ingenti ed estesi:

  • danni a edifici e centri abitati, alle attività e colture agricole, ai cantieri e agli insediamenti civili e industriali, sia vicini sia distanti dai corsi d’acqua, per allagamenti o coinvolti da frane o da colate rapide;
  • danni o distruzione di infrastrutture ferroviarie e stradali, di argini, ponti e altre opere idrauliche;
  • danni a beni e servizi;
  • danni alle coperture e alle strutture provvisorie con trasporto di materiali a causa di forti raffiche di vento;
  • rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature con conseguenti effetti sulla viabilità e sulle reti aeree di comunicazione e di distribuzione di servizi;
  • danni alle colture agricole, alle coperture di edifici e agli automezzi a causa di grandinate;
  • innesco di incendi e lesioni da fulminazione.

Dalla tabella delle allerte e delle criticità meteo-idrogeologiche e idrauliche del Dipartimento della Protezione Civile.


Cosa fare se sei nei pressi di una frana

Come in tutti i casi di emergenza, conoscere il rischio in presenza di una frana o smottamento, e la sua la potenziale evoluzione può fare la differenza e salvare delle vite.

 

PRIMA DELL'EMERGENZA
  • Contatta il tuo Comune per sapere se sono presenti aree a rischio di frana.
  • In condizioni di sicurezza, osserva il terreno nelle tue vicinanze per rilevare la presenza di piccole frane o di piccole variazioni del terreno: in alcuni casi, piccole modifiche della morfologia possono essere considerate precursori di eventi franosi.
  • In alcuni casi, prima delle frane sono visibili sulle costruzioni alcune lesioni e fratture; alcuni muri tendono a ruotare o traslare.
  • Allontanati dai corsi d’acqua o dai solchi di torrenti nelle quali vi può essere la possibilità di scorrimento di colate rapide di fango.
DURANTE L'EMERGENZA
  • Se la frana viene verso di te o se è sotto di te, allontanati il più velocemente possibile, cercando di raggiungere un posto più elevato o stabile.
  • Se non è possibile scappare, rannicchiati il più possibile su te stesso e proteggi la tua testa.
  • Guarda sempre verso la frana facendo attenzione a pietre o ad altri oggetti che, rimbalzando, ti potrebbero colpire.
  • Non soffermarti sotto pali o tralicci: potrebbero crollare o cadere.
  • Non avvicinarti al ciglio di una frana perché è instabile.
  • Se stai percorrendo una strada e ti imbatti in una frana appena caduta, cerca di segnalare il pericolo alle altre automobili che potrebbero sopraggiungere.
DOPO L'EMERGENZA
  • Controlla velocemente se ci sono feriti o persone intrappolate nell’area in frana, senza entrarvi direttamente. In questo caso, segnala la presenza di queste persone ai soccorritori. Subito dopo allontanati dall’area in frana. Può esservi il rischio di altri movimenti del terreno.
  • Verifica se vi sono persone che necessitano assistenza, in particolar modo bambini, anziani e persone disabili.
  • Le frane possono spesso provocare la rottura di linee elettriche, del gas e dell’acqua, insieme all’interruzione di strade e ferrovie. Segnala eventuali interruzioni alle autorità competenti.
  • Nel caso di perdita di gas da un palazzo, non entrare per chiudere il rubinetto. Verifica se vi è un interruttore generale fuori dall’abitazione ed in questo caso chiudilo. Segnala questa notizia ai Vigili del Fuoco o ad altro personale specializzato.

Video

Disastro del Vajont

In questo video, la ricostruzione 3D di una delle frane più famose per la sua tragicità, della storia italiana. Il 9 ottobre 1963 un’enorme frana si stacca dal Monte Toc per finire nelle acque del bacino generato dalla diga del Vajont. L’onda che si generò, alta oltre 250 metri spazzò via il paese di Longarone e altri dieci paesini vicini, uccidendo quasi 2000 persone.

Enorme masso precipita sulla strada

In questo video, un enorme masso si stacca dalla montagna e ferma la sua corsa sulla strada appena dopo il passaggio di un auto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Frane riprese in diretta

In questo video, una raccolta di frane riprese in diretta.

 

La mappa della pericolosità da frana attorno a Villa Potenza


Cosa fare in caso di emergenza meteo

Cosa fare in caso di grave calamità

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Come è nata la protezione civile

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La storia per esteso: i fatti, le date e chi l'ha costruita.

La protezione civile nelle Marche

Il sistema regionale ha tre pezzi che vale la pena conoscere: il Centro Funzionale Multirischi, che è chi decide il colore dell'allerta e scrive i bollettini; la Sala Operativa Unificata Permanente, presidiata ventiquattro ore su ventiquattro, dove Regione, Vigili del Fuoco e sanità stanno nella stessa stanza; e il CAPI di Passo Varano, il magazzino da cui escono tende, brande e generatori. Sotto, una sala operativa per ogni provincia.

Le organizzazioni di volontariato entrano nel sistema attraverso l'elenco territoriale regionale: è lì che siamo iscritti dal 2018, ed è il motivo per cui possiamo essere attivati.

Le strutture, le sedi e i contatti della Protezione Civile regionale.

Normativa di riferimento

In Italia

In Europa

  • Decisione n. 1313/2013/UE (si apre in una nuova scheda) — il meccanismo unionale di protezione civile: è lo strumento con cui i Paesi europei si chiedono aiuto e se lo mandano, dagli incendi ai terremoti. Ha sostituito la decisione del 2001, ed è stato rafforzato con la riserva comune di mezzi rescEU.

Nelle Marche

  • L.R. 29 maggio 2025, n. 7 (si apre in una nuova scheda) — «Sistema Marche di protezione civile». È la legge che organizza il sistema regionale, e quindi anche l'elenco territoriale del volontariato a cui siamo iscritti. Ha abrogato la vecchia L.R. 32 del 2001, che si trova ancora citata in parecchi siti.

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