Il 12 dicembre 2019, cinque mesi dopo il primo pickup, è arrivato il secondo mezzo: un Mitsubishi Pajero del 2001. Era destinato alla rottamazione.
Un’occasione
Di carrozzeria stava male, gli interni erano da rifare, e a guardarlo nessuno ci avrebbe scommesso niente. Ma il motore era buono: di cuore stava bene.
Così l’abbiamo preso. E poi ci abbiamo messo quello che un volontario ha sempre a disposizione anche quando i soldi sono pochi: pazienza e tempo. Weekend di lavoro, pezzi cercati con calma, mani sporche. Pian piano è tornato un mezzo vero.
Sei anni dopo è ancora qui
Da allora il Pajero fa la sua parte: porta la squadra e il materiale, fa i turni di notte in centro e soprattutto è sempre pronto a trainare le nostre motopompe — il carrello della Turatello come Poseidone. Quando c’è da agganciare e partire, c’è lui.
Ed è bellissimo. Lo diciamo senza falsa modestia: è il mezzo di cui andiamo più orgogliosi, perché è quello che dimostra una cosa in cui crediamo — che buttare via è facile, e che spesso quello che serve non è comprare nuovo, ma avere qualcuno disposto a metterci le mani.
In fotografia






Se ti riconosci in questo modo di fare le cose, qui c’è come si entra nel gruppo. Di lavoro da fare, e di mezzi a cui dare una seconda vita, ce n’è sempre.
