Dal 17 al 31 maggio 2026 Villa Potenza ha ritrovato il suo Palio. Mancava da tredici anni.
A rimetterlo in piedi è stato un comitato di ragazzi fra i venti e i trentacinque anni, insieme alla Pro Loco, al Comune di Macerata e alla parrocchia del SS. Crocifisso. Alla fine si sono iscritte più di trecentocinquanta persone: in una frazione, vuol dire mezzo paese.
Quattro contrade
Torrione, Macina, Picchio e Corona: le quattro contrade storiche sono tornate a sfidarsi come si faceva un tempo, con le magliette colorate, gli stendardi e i tornei che vanno avanti per due settimane.
Perché il Palio non è una serata: sono quindici giorni. Pallavolo, calcio a 5, bocce, il torneo di briscola al Bar Teatro, i Giochi della Gioventù per i bambini dai quattro ai quindici anni, la corsa podistica con il pasta party, la caccia al tesoro. E poi la tavola rotonda sulla storia di Villa Potenza, la recita dei bambini dell’oratorio, la processione di chiusura del mese mariano.
Nel fine settimana finale, street food, musica dal vivo, expo di auto e moto d’epoca, dj set e — alla fine di tutto — gli stornelli e le premiazioni.
A vincere il Palio, alla fine, è stata la Macina.
Le cose che tengono insieme un paese
Gli organizzatori hanno detto di aver voluto «ricostruire spazi di condivisione e socialità». Detta così sembra una frase da comunicato; guardando le fotografie si capisce che cosa significa davvero.



Significa un campo da calcio con quattro persone dentro altrettanti sacchi di juta e mezzo paese a bordo campo a gridare. Significa un piazzale con dentro nonni, genitori e bambini nella stessa fotografia, ognuno con la maglietta della sua contrada.
Sono cose che non si possono comprare e non si possono organizzare dall’alto: o c’è qualcuno che ci mette il tempo, o non succedono. Per tredici anni non sono successe.
Il nostro pezzo
Poco, e volentieri. Ci siamo occupati della viabilità affiancando la Polizia Locale — quindici giorni di eventi in una frazione vogliono dire strade da tenere d’occhio, parcheggi e gente che si sposta a piedi la sera — e per il resto siamo stati lì a dare una mano ai ragazzi quando serviva.
Quest’ultima è la parte che non sta in nessun ordine di servizio, ed è quella che conta: essere presenti e vedere che cosa manca. Una transenna da spostare, un’informazione da dare a chi cerca il campo, un occhio in più mentre gli organizzatori stanno correndo dietro a dieci cose insieme.
Il Palio l’hanno fatto loro. Noi eravamo di supporto, che è esattamente il posto giusto.
La giornata conclusiva, in video
Una cosa che ci riguarda da vicino
Permetteteci una nota personale. Il Gruppo CB Tigrotto è nato negli anni Ottanta più o meno allo stesso modo: un gruppo di amici di Villa Potenza che si trovavano per stare insieme, e che a un certo punto hanno deciso di mettere quel tempo a disposizione del paese. La nostra storia comincia così.
Quarant’anni dopo, dei ragazzi dello stesso paese hanno fatto la stessa identica cosa: si sono messi insieme e hanno rimesso in piedi qualcosa che non c’era più. Grazie, e complimenti veri: sappiamo per esperienza quanto lavoro ci sia dietro una cosa che poi, a chi la guarda, sembra semplice.
E se dopo il Palio a qualcuno fosse rimasta voglia di darsi da fare per il paese, qui c’è come si entra nel gruppo.
Fonti: Comune di Macerata (si apre in una nuova scheda) e Picchio News (si apre in una nuova scheda).
