Domenica mattina a Montecassiano si è corsa la 34ª Marcialonga della Solidarietà, organizzata dalla sezione di atletica leggera della Polisportiva Montecassiano ASD. Noi c’eravamo, come ogni volta che una gara attraversa strade aperte: alle postazioni fisse lungo il percorso.
Tre prove in una mattina

Dal piazzale Kelebia, di buon’ora, sono partite tre gare diverse sullo stesso disegno.
- Dieci chilometri, gara nazionale FIDAL — categorie Junior, Promesse, Senior e Master, prova valida per il Gran Prix GOBA su strada 2026. È quella con il cronometro.
- Dieci chilometri, non competitiva — il 15° Memorial «Luigi Paoletti». Stesso percorso, nessuna classifica.
- Tre chilometri, passeggiata ludico-motoria — per chi vuole esserci senza correre, e per le famiglie.
Attorno, la 51ª Sagra dei Sughitti, che a Montecassiano tiene banco dal venerdì alla domenica: il dolce di mosto, farina di mais e noci che il paese ha fatto riconoscere con la Denominazione comunale. La Marcialonga è la mattina di quella domenica — si corre, e poi si mangia.
Prima i vicoli, poi le colline
Il percorso è collinare, e comincia nel modo più bello che ci sia: dentro il centro storico. I primi metri sono fra le mura e i vicoli del borgo, in salita e in discesa come è fatto il paese; poi si esce, e sono le colline del maceratese fino al rientro.
Per chi corre è un percorso che non regala niente. Per chi deve tenerlo in sicurezza è un percorso lungo e stretto, con incroci che si aprono sulla provinciale e tratti dove un’auto e un gruppo di podisti non ci stanno insieme.
Il nostro pezzo: le postazioni fisse
Il nostro compito, concordato con l’organizzazione, era il presidio delle postazioni fisse lungo il tracciato e l’ausilio alla viabilità.
Detto così sembra poco. In pratica vuol dire stare fermi a un incrocio per tutta la durata della gara, vedere arrivare un’auto che non sa niente di quello che sta succedendo, fermarla con calma, spiegarle in dieci secondi quanto deve aspettare, e farla ripartire appena la strada è libera. Moltiplicato per ogni incrocio e per ogni macchina.
Non è il mestiere di nessuno in particolare: è il mestiere di chi c’è. Lo facciamo in radio, collegati fra noi, perché un presidio da solo non serve a niente — serve sapere dove sono i corridori, quando passa l’ultimo e quando quella strada si può riaprire davvero.
Perché lo scriviamo
Perché una gara podistica, vista da fuori, sembra fatta di atleti e di un arco gonfiabile. Sta in piedi invece su una quantità di gente ferma ai lati, che non corre e non vince niente: l’organizzazione che la prepara da mesi, i volontari ai ristori, quelli ai cancelli.
Grazie alla Polisportiva Montecassiano per averci chiamati, e per come era organizzata la mattinata: quando chi ti coordina sa quello che fa, il servizio si fa bene e si torna a casa contenti.
E se leggendo ti è venuto in mente che un posto a quell’incrocio potresti tenerlo anche tu: qui c’è come si entra nel gruppo.
Fonti: la locandina della manifestazione (Polisportiva Montecassiano ASD, con il Comune di Montecassiano, la Pro Loco, il Comitato Regionale FIDAL Marche e GOBA Sport) e Cronache Maceratesi (si apre in una nuova scheda) per il programma della Sagra dei Sughitti.
