Il 22 settembre 2025, alle 20:30, dal piazzale dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Camerino è partito il ventunesimo pellegrinaggio per San Pio, diretto al convento dei cappuccini di Renacavata.
Stessa ora, stesso punto di partenza, stessi otto chilometri. E questa, più che una nota di cronaca, è il motivo per cui vale la pena scriverne di nuovo.
Prima la messa, poi si cammina
Si comincia sempre allo stesso modo: la messa celebrata davanti all’ospedale — quell’anno la presiedeva don Marco Gentilucci, parroco di Camerino — e solo dopo si parte, quando è già buio.
Non è un dettaglio organizzativo. Il pellegrinaggio nasce e finisce in due posti che dicono la stessa cosa: si parte dall’ospedale, cioè da dove stanno i malati, e si arriva in un convento. In mezzo ci sono otto chilometri di strada, i canti, le meditazioni e il rosario.
Di solito arrivano circa mille persone. All’arrivo, in fondo al piazzale, c’è il ritratto di Padre Pio con i fiori davanti: è la stessa immagine che si vede nelle fotografie di ogni edizione, ed è lì che il cammino finisce.
Il nostro pezzo
Sempre lo stesso, ed è un bel modo di dirlo: la fonia mobile. Carrelli, trombe e microfoni che camminano insieme alla colonna e poi restano accesi nel piazzale del convento, dove la voce deve arrivare fino in fondo alla folla.
Tre edizioni di fila, per quel che ci riguarda. Ed è il tipo di servizio che si nota solo quando manca.
L’edizione dell’anno dopo: la ventiduesima, e mai cosi tanta gente
L’edizione dell’anno prima: i vent’anni, con le fiaccole
Perché San Pio è il patrono dei volontari di protezione civile

