Al momento stai visualizzando Due volte a Roma, per Papa Francesco

Due volte a Roma, per Papa Francesco

Nella primavera del 2025 siamo andati a Roma due volte: il 25 aprile per i funerali di Papa Francesco, e il 6 maggio per il servizio a Santa Maria Maggiore, la basilica dove è sepolto.

Non ci siamo andati da soli: eravamo parte del contingente della Protezione Civile della Regione Marche, oltre duecento volontari marchigiani fra i più di duemila mobilitati in quei giorni dal Dipartimento nazionale.

Che cosa si fa, in mezzo a un fiume di persone

Di quei giorni hanno scritto tutti. Quello che si racconta meno è il lavoro concreto, che non ha niente di solenne: contingentare gli ingressi nelle diverse corsie perché la fila non diventi una calca, fare da barriera umana dove il passaggio va chiuso, distribuire bottigliette d’acqua a chi aspetta in piedi sotto il sole da ore.

Sono gesti semplici ripetuti per turni lunghissimi, e sono esattamente quello per cui la protezione civile esiste: far sì che una folla enorme resti una folla e non diventi un’emergenza.

La base operativa era a Centocelle. Da lì si partiva per il servizio e lì si tornava a dormire.

Quello che ci è rimasto

«Vedere quel fiume di persone, quell’enorme partecipazione, è stato qualcosa che ci ha davvero colpito», hanno raccontato i nostri volontari al ritorno. E ancora: «un’esperienza davvero bella ed emozionante».

È il paradosso di questo lavoro: si sta lì per gestire una cosa, e alla fine quella cosa la si attraversa insieme a tutti gli altri.

Le due trasferte in fotografia

Sei volontari del Gruppo CB Tigrotto in divisa gialla in via della Conciliazione, con la cupola di San Pietro sullo sfondo
In via della Conciliazione, prima di prendere servizio.
Sette volontari del gruppo al campo base, con i mezzi della Croce Rossa alle spalle
Al campo base, fra un turno e l'altro.
Quattro volontari accanto al pickup bianco dell'associazione, parcheggiato al campo base fra i camion della Croce Rossa
Con il nostro pickup: a Roma ci siamo andati con i nostri mezzi.
Quattro volontari accanto alle transenne davanti alla basilica di Santa Maria Maggiore
Il 6 maggio, alle transenne di Santa Maria Maggiore.
La facciata della basilica di Santa Maria Maggiore con le sedie disposte davanti all'ingresso e la gente in attesa
La basilica dove Papa Francesco è sepolto, con la gente in attesa.

Perché conta anche per Villa Potenza

Una frazione di duemilacinquecento abitanti che manda i suoi volontari a Roma, con i propri mezzi, dentro un dispositivo nazionale da duemila persone: è la dimostrazione che il volontariato di protezione civile funziona come una rete. Quando serve gente, la si chiama dove c’è — e noi ci siamo.

Vale anche al contrario: il giorno in cui l’emergenza tocca a noi, arriveranno da altrove. È il motivo per cui vale la pena esserci, e un motivo in più per entrare nel gruppo.

Il racconto della prima trasferta è stato ripreso anche da Picchio News (si apre in una nuova scheda).